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Apnea
By Vinz Beschi · IT
"Apnea" explores the state of suspended time and mental stagnation, examining the thin boundaries between inner turmoil and surface appearance. Through a video laboratory that is both intimate and chaotic, the artist portrays a body immobilized by uncertainty and a mind spiraling inward. The concept introduces a "worm" as a metaphor for the dangers of mental stagnation. This psychological paralysis reflects a broader, collective reality: a shared state of feeling helpless against an accelerating societal decline. It depicts a society wanting to react but remaining held back, caught in a long, collective breath-holding (apnea) while waiting for a sudden rupture to break the silence. The accompanying voiceover heightens this atmosphere. It describes a heavy, silent immobility that is not peaceful, but rather a "subtle rust" that corrodes and suffocates thought until it turns into darkness, concluding with a desperate plea to empty oneself and breathe again. "Apnea" è il respiro trattenuto di un tempo sospeso, un'attesa che inchioda corpo e mente in un limbo inquieto. Nel video, mi lancio letteralmente nell’esplorazione di quei sottili confini tra dentro e fuori, tra ciò che appare in superficie e ciò che ribolle sotto. È un laboratorio che è allo stesso tempo intimo e caotico, dove il pensiero si avvolge a spirale in movimenti bizzarri e il corpo, incerto della sua direzione, rimane immobile. Ed è qui che il "verme" prende forma: inquietante, forse irritante, eppure capace di ricordarci quanto possa essere pericolosa la stagnazione mentale. Una stagnazione che oggi riconosciamo anche fuori da noi, nella realtà che abitiamo: un tempo collettivo in cui si vorrebbe reagire, cambiare, contrastare una deriva che sembra accelerare, e invece ci si ritrova trattenuti, come in una lunga apnea. Immobilizzati da un senso di impotenza, in attesa che qualcosa accada, che un gesto, un evento, una crepa improvvisa possa interrompere questo scivolamento silenzioso. Testo voce fuori campo che accompagna il video: C’è un tempo che si contrae, una soglia che non si oltrepassa. L’attesa si avvolge su sé stessa, e il respiro resta altrove. Il pensiero si piega, si rannicchia, si fa pesante e muto. Si resta immobili. L’immobilità della mente non è quiete, è una ruggine sottile che corrode senza rumore. Un inganno che avvolge i pensieri, li stringe fino a soffocarli. Si resta fermi, mentre fuori il mondo si contrae, mentre dentro tutto si accumula, si intreccia, si attorciglia. Fino a diventare peso. Fino a diventare buio. Potremo ritrovare il respiro... Svuotarsi per non marcire...
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- VIDEO
- Approved
- 10 October 2026
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